Dal procuratore antimafia e antiterrorismo Franco Roberti arriva un messaggio d’allarme parecchio preoccupante. Secondo lui la prevenzione della radicalizzazione dei musulmani più giovani “è la questione fondamentale” per combattere il rischio di attentati come quelli che si sono verificati a Parigi e a Bruxelles negli ultimi mesi e in Italia esisterebbe un forte rischio in tal senso.

Intervistato da Repubblica, Franco Roberti parla di “un dato allarmante”, quello che “metà dei reclusi nei penitenziari minorili italiani sono musulmani”. Secondo quanto sostiene il procuratore antimafia e antiterrorismo, molti di loro rischiano di essere reclutati come potenziali jihadisti: “In cella ci sono circa cinquecento ragazzi, abituati a stare su Internet come tutti i loro coetanei. E per questo possono facilmente entrare in contatto con i siti che predicano la Jihad: sono a rischio altissimo di radicalizzazione”.

Seguendo un vecchio prezioso detto, prevenire è meglio che curare. Per Franco Roberti dell’antiterrorismo: “Se non interveniamo subito, tra cinque-dieci anni ci troveremo nella stessa situazione di Bruxelles o delle banlieue parigine”.

Presentando “Il contrario della paura”, libro scritto insieme al giornalista di Repubblica Giuliano Foschini, Franco Roberti parla inoltre di un collegamento tra mafia e terrorismo: “Fanno lo stesso gioco. Ci sono tanti elementi del passato e del presente che ci indicano come mafia e terrorismo siano in affari”. Per lui l’Isis “è una realtà mafiosa che sfrutta il controllo del territorio per attività di imprenditoria criminale come il traffico di droga, il contrabbando di petrolio e di reperti archeologici, i sequestri di persona”.

Per il procuratore antimafia e antiterrorismo: “Bisogna rispondere garantendo diritti: abolire il reato di immigrazione clandestina, ridurre le attese per le domande d’asilo, combattere lo sfruttamento dei lavoratori extracomunitari”. Roberti parla inoltre della guerra al mercato della droga e se la prende con chi propone la legalizzazione delle droghe leggere: “Il consumo continua ad aumentare. Perchè invece non concentriamo le forze migliori per il contrasto agli stupefacenti pesanti e soprattutto per aggredire chi li finanzia?”