Ci sembra opportuno in una giornata numericamente simbolica come il 12/12/2012, parlarvi di una parola dalle origini antichissime, che affonda le sue radici nell’antica Grecia e, nonostante ciò, conserva una grande attualità nei piccoli gesti che la cultura popolare tramanda di generazione in generazione per allontanare la cattiva sorte.

APOTROPAICO: termine riferito a oggetto, atto, animale o formula che allontana o annulla un’influenza maligna. Nell’antichità si consideravano apotropaiche le  formule magiche orientali scritte su tavolette o su oggetti già per sé stessi, m anche le pietre rare, le rappresentazioni figurate di animali o parti di essi, di mostri, di maschere gorgoniche, di membra umane fra cui specialmente l’occhio, la mano, il fallo. Spesso gli oggetti apotropaici si trovano nelle tombe a difesa del morto.

Apotropaiche sono le corna che facciamo quando vogliamo scongiurare un fattaccio, il “cornetto” rosso tipico del folklore napoletano, il gesto di toccare ferro quando vediamo un carro funebre vuoto o la tipica “grattata ai genitali” che gli uomini compiono di nascosto per allontanare qualsivoglia sfortuna.

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