Luciano D’Alfonso, governatore della Regione Abruzzo, risulta essere indagato per gli appalti che avrebbero dovuto occuparsi di alcuni interventi post terremoto. D’Alfonso non sarebbe però l’unico indagato perché a quanto pare le persone coinvolte nell’inchiesta sarebbero almeno quindici, compresi imprenditori e funzionari. Il governatore è indagato per i reati di corruzione, abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Nel mirino degli inquirenti, gli appalti relativi ai lavori per Palazzo Centi a L’Aquila (ossia la sede della Giunta regionale dell’Abruzzo), interventi presso la città di Penne e interventi di manutenzione alle case popolari di Pescara.

Le indagini della procura della repubblica de L’Aquila riguarderebbero dunque una gara d’appalto da tredici milioni di euro a cui avevano preso parte circa ventinove aziende e che è poi stata vinta dalla Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia, con un ribasso del 35,017 per cento. L’amministrazione della Regione Abruzzo aveva dato l’ok, approvando anche il ribasso.

Nel frattempo il governatore della regione, D’Alfonso, ha già fatto sapere di essere totalmente estraneo ai fatti che gli vengono addebitati. Come scrive anche su Facebook, il presidente della Regione Abruzzo afferma: “Questa mattina ho appreso che è in corso una verifica del mio operato da parte della Procura della Repubblica di L’Aquila per tre distinte vicende. Ritengo che la mia posizione sia assolutamente estranea a qualsivoglia fattispecie di reato e auspico un espletamento rapidissimo di ogni indagine. Ho fiducia nell’operato della magistratura così come ne avevo in passato, quando è stata sempre accertata la liceità delle mie condotte amministrative“.