Potrebbe aprirsi un nuovo capitolo nell’inchiesta della procura di Napoli sulle tangenti che la cooperativa Cpl Concordia avrebbe distribuito per ottenere sempre nuovi appalti pubblici. Ad allargare le indagini sarebbe il contributi di un nuovo testimone: il responsabile commerciale della cooperativa Diego Solari.

Secondo questo manager, è stato lui “a presentare Francesco Simone al presidente Roberto Casari“, e “tra i due si è stabilito un rapporto strettissimo dal quale io in qualche modo sono rimasto fuori“. Come ha conosciuto il manager che sta vuotando il sacco con la procura? “Simone mi fu presentato da Saro Munafò, ex segretario del ministro Claudio Martelli“, e lui “nasce come segretario di Bobo Craxi“.

Solari racconta di aver presentato Simone al presidente di Cpl quando la sua cooperativa “voleva affermarsi in Tunisia“. Paese che è stato utilizzato anche per costituire fondi neri necessari a pagare le tangenti.
Sarebbe lo stesso Francesco Simone – secondo i pubblici ministeri Henry John Woodcock e Celeste Carrano – a spiegare come viene trasferito il denaro: “facendo transitare questi compensi sulla società tunisina onde avere un regime fiscale più basso, per poi far rientrare il denaro in Italia utilizzando un sistema collaudato che coinvolge il capo scalo della Tunis Air suo amico, e Bruno Santorelli, manager Cpl per il Nord Africa, il quale ogni tanto gli porta 10, 15 mila euro“.

L’indagine può portare molto in alto, visto che, come spiega Diego Solari “la Cpl è una realtà commerciale molto radicata politicamente, soprattutto in un certo contesto. Rimasi molto sorpreso nel vedere che loro della Cpl dialogavano con ministri, politici e amministratori a tutti i livelli“.

Intanto dentro il partito democratico si ragiona sui fondi ricevuti in campagna elettorale dalla Cpl. Il sindaco di San Lazzaro, Isabella Conti, ha dichiarato che oggi restituirà i duemila euro ricevuti per la sua campagna elettorale del 2014, mentre Virginio Merola intende attendere che il Pd scelga una linea comune. Chiudo con una frase del sindaco di San Lazzaro: “penso che in futuro il Pd non debba più accettare fondi da imprese che lavorano con la pubblica amministrazione“. A seguire questa linea dovrebbe essere anche il deputato bersaniano Alfredo D’Attorre, e il leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.