Oltre al mancato raggiungimento del quorum nel referendum trivelle, Matteo Renzi in questi giorni ha un altro motivo per festeggiare. Il consiglio dei ministri ha infatti approvato il nuovo codice sugli appalti da lui fortemente sostenuto.

Il presidente del Consiglio ha commentato con grande entusiasmo quest’approvazione: “Noi consideriamo questo codice degli appalti un passaggio tutt’altro che secondario e un ulteriore passo nel tentativo di sbloccare i tanti lavori fermi da troppo tempo in Italia. Più semplice, meno norme, grande battaglia alla corruzione, valorizzazione del ruolo di Anac. La corruzione si combatte con regole più semplici e non più complicate”.

Matteo Renzi ha inoltre anticipato che il nuovo codice sugli appalti presenterà meno articoli: “Passare da 660 articoli e 1500 commi a 217 articoli è una cosa enorme. Fosse tutto così il sistema italiano avremmo una semplificazione grandissima”.

Riguardo all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, Renzi ha dichiarato: “Noi siamo fieri del lavoro dell’Anac. L’Anac l’abbiamo voluta noi e siamo impegnatissimi affinché abbia tutte le risorse per farla funzionare bene”.

In cosa consiste il nuovo codice appalti? In attesa della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sono trapelati alcuni dei suoi contenuti. Innanzitutto, entro tre mesi dall’entrata in vigore del nuovo decreto sarà istituito l’Organo nazionale di riferimento per la cooperazione con la Commisione Europea riguardante gli appalti pubblici e le concessioni.

Ci sarà inoltre la possibilità di subappaltare limitata al 30% dei lavori, con il pagamento diretto dei subappaltatori, che si pone l’obiettivo di favorire le piccole imprese. Il cosiddetto “massimo ribasso” verrà poi sostituito nelle gare degli appalti di cifre superiori al mezzo milione di euro con l’offerta economicamente più vantaggiosa.

Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio spiega che con il nuovo codice sugli appalti: “Ritorna centrale il progetto e la qualità degli operatori e anche la programmazione delle opere sulla base della loro utilità. Si supera la legge obiettivo in cui tutto era urgente e prioritario e torniamo a una sana e pragmatica concretezza”.

Favorevole al nuovo codice sugli appalti anche il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini: “La riforma semplifica le procedure per le sponsorizzazioni in favore del patrimonio culturale, che avverranno con una procedura trasparente sui siti web”.