Consigliere regionale della Lega Nord in Lombardia, Presidente della commissione permanente su sanità e politiche sociali, Fabio Rizzi è stato raggiunto oggi da un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito di un’indagine su appalti truccati nel ramo dell’odontoiatria.

Il suo nome è infatti comparso nella lista degli arrestati al termine dell’operazione “Smile” portata avanti dalla Procura di Monza e finalizzata dai carabinieri del Comando provinciale di Milano. I reati contestati alle 21 persone indagate sono quelli di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e riciclaggio.

L’inchiesta aveva infatti portato alla luce l’attività di un gruppo imprenditoriale che truccando appalti pubblici banditi da differenti aziende ospedaliere lombarde si era aggiudicato la gestione in outsorcing dei servizi odontoiatrici. Dietro la vittoria delle aste c’era infatti la corruzione dei funzionari preposti al controllo del corretto svolgimento delle stesse.

Sarebbero dieci le persone arrestate con funzioni pubbliche e tra queste risulta anche il nome di Fabio Rizzi, fedelissimo di Roberto Maroni, tra l’altro colui che ha posto la proprio firma alla recente riforma sanitaria in Lombardia, e anche quello della moglie.

Il ruolo di primo piano di Rizzi non è sfuggito ai rappresentanti politici lombardi degli schieramenti rivali. Durissime le parole di Umberto Ambrosoli, candidato con Patto Civico alle regionali del 2013: “È da anni che diciamo che la sanità lombarda va messa in sicurezza rispetto alle aggressioni del malaffare e di una pratica corruttiva sempre estesa. Che sia oggi coinvolto proprio il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Lombardia è un fatto di gravità forse maggiore anche rispetto agli episodi degli ultimi tre anni. Fabio Rizzi  ha avuto infatti per mesi e mesi il ruolo di coordinatore di quella riforma infinita, il famoso libro bianco di Maroni, che non riusciva mai ad arrivare a compimento per i continui mercanteggiamenti interni alla maggioranza.

Ambrosoli ricorda poi come durante il periodo di svolgimento dei lavori veniva arrestato per corruzione Mario Mantovani, vice Presidente della regione e assessore alla sanità, “e oggi, sembra sempre per lo stesso sostanziale motivo, viene coinvolto anche il presidente della Commissione”.