Un’inchiesta su appalti truccati e corruzione a Napoli e Caserta ha portato all’arresto di sessantanove persone per cui è stata richiesta la misura cautelare. Si tratta soprattutto di politici locali o ex politici e di imprenditori, tutti accusati, a vario titolo, di turbativa d’asta o corruzione.

L’inchiesta portata avanti da un pool di magistrati avrebbe quindi condotto alla scoperta di un vero e proprio giro di appalti truccati all’interno della regione Campania. I pubblici ministeri avrebbero definito tale giro di corruzione come il sistema La Regina: La Regina è infatti il cognome di Guglielmo, professionista che è stato accusato di aver messo tutto in piedi.

Presunta collusione con la camorra

Oltre che per turbativa d’asta e corruzione, questa inchiesta sugli appalti truccati nel napoletano e nel casertano ha visto emergere anche l’accusa di presunta collusione con il clan camorristico dei Casalesi, accusa che è stata fatta a carico di La Regina stesso e di altri tre imprenditori. I presunti appalti truccati sarebbero stati diciotto in tutto mentre degli indagati trenta sono in carcere e trentasei ai domiciliari.

Comuni interessati dagli appalti

Secondo i magistrati che stanno indagando sui fatti, La Regina e altri due imprenditori di Casal di Principe sarebbero stati referenti di un soggetto che fungeva da intermediario per molti appalti. Sarebbe stato quest’ultimo ad essere vicino al clan dei Casalesi e ad avere rapporti con i politici e i funzionari in modo tale da mettere in atto la corruzione. I presunti appalti truccati sarebbero stati relativi, tra gli altri, a lavori da svolgere in Comuni quali Napoli, Casoria, San Giorgio a Cremano, Pompei, Cicciano, Csapulla, Francolise, Benevento e Rocca d’Evandro.