Anche i ricchi piangono. E la Apple, la superpotenza digitale nata dal genio di Steve Jobs e oggi uno dei marchi più affermati al mondo grazie a prodotti come iPhone, iPad e così via, sprofonda in borsa, perdendo in pochi mesi qualcosa come il 40% del proprio valore. E, oltre al danno la beffa, visto che Google, invece, viaggia a gonfie vele.

Dunque, pochi sorrisi a Cupertino. La Apple ha chiuso ai minimi delle ultime 52 settimane: la sua capitalizzazione di mercato che, per la prima volta in un anno, scende sotto i 400 miliardi di dollari. Certo, parliamo ancora di cifre astronomiche, ma è la tendenza negativa degli ultimi periodi a dover far riflettere. La parabola in discesa di Cupertino si contrappone, oltretutto, alla grande cavalcata del marchio Google, arrivato a 821,50 dollari per azione: in sei mesi Big G ha recuperato molto terreno su Apple. Se sei mesi fa valeva solo un terzo, ora due terzi.

E alla Apple non bastano nemmeno le indiscrezioni che vorrebbero pronto un orologio marchiato con la mela morsicata pronto ad essere immesso sul mercato e la benedizione di Warren Buffett alla strategia dell’amministratore delegato, Tim Cook: “Wall Street era innamorata di Steve Jobs. da quando non c’è più nulla è cambiato nella società – affermano alcuni analisti – ma gli investitori non sono più attratti dalla società che è meglio posizionata ora per il lungo termine di quanto non lo fosse quando Jobs era vivo”.