Con 317 voti favorevoli, 182 contrari e 5 astenuti, il cosiddetto divorzio breve in Italia diventa realtà. Da oggi i coniugi potranno sciogliere il loro matrimonio senza mai mettere piede in un’aula di tribunale, purché sussistano determinate condizioni. Cosa prevede la nuova normativa e quali saranno i vantaggi per le coppie?

Quella sul divorzio è una delle diverse novità del decreto sulla riforma del Processo Civile, il cui disegno di legge di conversione ha trovato la sua approvazione definitiva ieri alla Camera. Parlare di divorzio breve è tuttavia forse improprio, poiché la nuova normativa non si concentra sulla riduzione delle tempistiche – attualmente di tre in Italia – bensì sulla facilitazione della procedura di separazione e la riduzione dei suoi costi. In via estremamente semplificata, non vi sarà più bisogno di seguire tutto l’iter classico in tribunale, purché fra i coniugi vi sia consenso e non sussistano dei contenziosi pregressi.

Diverse le modalità con cui la coppia potrà decidere di avviare un processo di divorzio, con un preliminare accordo di separazione. La prima è con la mediazione di un avvocato, ovvero con una “negoziazione assistita” da parte di un professionista. Quest’ultimo stilerà un documento, controfirmato dalle parti, che dovrà essere trasmesso all’ufficiale di stato civile entro 10 giorni dalla stesura. Con l’aiuto del legale, la coppia stabilirà autonomamente la volontà di divorziare, quindi la separazione di beni, possedimenti comuni e molto altro ancora.

Qualora non si desiderasse invece l’intervento dell’avvocato, marito e moglie in rotta di collisione potranno accedere alla seconda modalità: la comunicazione diretta all’ufficiale di stato civile del comune dove il matrimonio è stato registrato. Questa procedura prevede trenta giorni d’attesa prima della conferma della richiesta di divorzio, per garantire un’adeguata finestra ai ripensamenti, ma non può essere scelta qualora in famiglia vi fossero dei figli minori. In questo caso sarà necessario rivolgersi sempre al giudice, così come da procedura classica, anche se i coniugi possono delegare l’avvocato al trasferimento degli atti al procuratore.

Come già ricordato, non vengono modificate le tempistiche: il divorzio effettivo potrà essere richiesto non prima dei tre anni dall’accordo di separazione, preso dai coniugi con l’ausilio dell’avvocato o direttamente in comune.

Fonti: Agi, Lettera43

Immagine: Torta Nuziale via Pixabay