Il Consiglio dei Ministri ha approvato questa sera il Decreto Antiterrorismo, comprensivo di alcune norme per rafforzare la lotta al terrorismo internazionale. Da una maggiore sicurezza nelle città italiane, con un importante dispiegamento di forze, alla Procura Antiterrorismo, quali sono le principali novità introdotte?

Con il provvedimento «vengono rafforzate la prevenzione e la repressione delle minacce terroristiche anche internazionali: rendere l’Italia un posto sicuro nel quale vivere sereni è l’obiettivo di questo decreto»: così ha spiegato il Ministro dell’Interno Angelino Alfano al termine del CdM. Si parte dalla Procura Nazionale Antiterrorismo, estensione della Procura Antimafia, come sottolineato dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando: «non ci sarà una nuova entità, ma la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo: un risultato molto importante, con un soggetto in grado di avere un quadro complessivo di tutto ciò che si muove in quest’ambito».

Si prosegue quindi con una black list dei siti Web che inneggiano proprio al terrorismo, con pieno potere d’oscuramento: un provvedimento voluto anche per evitare il proselitismo e il fenomeno dei foreign fighters. Non a caso, viene introdotta la reclusione da 3 a 6 anni per chi si arruola in organizzazioni terroristiche, così come il carcere dai 5 ai 10 anni per i cosiddetti “lupi solitari”, autoaddestrati all’uso di armi ed esplosivi.

Sul fronte dei servizi segreti il personale potrà deporre nei processi mantenendo segreta l’identità personale, mentre ai prefetti verranno concessi più poteri per l’espulsione di sospettati. Novità anche per la protezione delle città, con il rafforzamento dell’operazione Strade Sicure: il numero di militari di presidio sale a 4.800, con 1.800 dedicati ai siti sensibili. Un’iniziativa che si estenderà anche all’imminente Expo, con 600 uomini destinati alla protezione dei padiglioni. Via libera, infine, anche al Decreto Missioni, con particolare attenzione all’emersione dell’Isis in Medio Oriente. «Nel decreto c’è la proroga delle missioni», ha spiegato il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, «ma ce n’è una importante contro l’Isis, in Iraq. Abbiamo deciso di impegnarci con 280 addestratori e 80 consiglieri militari e amministratori. Siamo poi presenti con mezzi aerei e in tutto sono più di 500 le presenze, tra forze terrestri e forze dell’Aeronautica».

Fonti: Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano