Il Senato della Repubblica ha dato il via libero definitivo – 145 voti favorevoli e 97 contrari – al decreto legge del governo Renzi che dà attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il mancato adeguamento all’inflazione delle pensioni Inps.

Con l’approvazione definitiva del decreto dal 1 agosto del prossimo anno, i pensionati con trattamento lordo tra il 1.500 ed i 3.000 euro lordi avranno diritto ad arretrati che nel migliore dei casi dovrebbero essere pari a 800 euro, per chi ha una pensione di poco superiore al minimo – 1.500 euro lordi -, e dovrebbe scendere a 80 euro quando ci si avvicina al limite superiore dei 3.000 euro lordi.

L’adeguamento parziale costerà 2,2 miliardi circa – mentre l’adeguamento completo sarebbe stato insostenibile per le finanze pubbliche - 17,6 miliardi. Per ottenere gli arretrati non è necessario presentare domanda, l’Inps li calcolerà per tutti i pensionati. Dovranno fare richiesta dell’arretrato solo gli eredi del pensionato defunto.

Il decreto non si occupa solo dell’indicizzazione. Sono state, per esempio, riuniti i pagamenti di tutte le pensioni Inps al primo del mese. E poi sono stati stanziati 290 milioni di euro per i contratti di solidarietà, ed introdotte misure che rendano più semplice l’erogazione di finanziamenti bancari per i datori di lavoro che non intendano erogare il Tfr con risorse proprie – per questo tipo di operazioni ci sarà l’esenzione dagli oneri fiscali.

E’ previsto anche un miliardo di euro per finanziare la Cig in deroga – altri 35 milioni al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga per il settore della pesca per 35 milioni.

Il decreto prevede anche che i pagamenti, dal 2017, avverranno il secondo giorno bancabile di ciascun mese.