Ieri in via San Donato a Bologna è stata inaugurata la pizzeria etica “Masaniello” grazie all’impegno del giovane titolare, Luca Caiazza, e del fratello Marco.

I due, aiutati dal comitato anticamorra “Io lotto” , prima dell’apertura ufficiale del locale hanno lavorato per mesi per selezionare tutti i prodotti da utilizzare sulle loro pizze, così come ha spiegato lo stesso Luca:

“Etica sta nel fatto che rispettiamo la ricetta dell’impasto tradizionale ma, soprattutto, che gli ingredienti provengono quasi tutti da cooperative che lavorano sui beni confiscati alle mafie o hanno subito ritorsioni. Noi ci impegniamo a sostenerle e finanziarle”.

Basti pensare che la mozzarella è prodotta dal caseificio “Terre di Don Peppe Diana” di Castel Volturno in provincia di Caserta, dove un tempo le masserie e gli allevamenti erano di proprietà del clan dei Casalesi. Stessa cosa per i friarielli, prodotti dal consorzio “Nuova cooperazione organizzata” di Aversa che lavora su terreni confiscati, e per altri alimenti che provengono dall’associazione “Libera” di Don Luigi Ciotti. Insomma, una bella iniziativa attraverso la quale è stato possibile conciliare il mondo gastronomico a quello politico e sociale, così come ci tiene a specificare il titolare:

“Mi ha entusiasmato l’idea di abbinare la mia passione per la gastronomia al gesto politico di dare un messaggio: possiamo essere forti contro la criminalità organizzata se siamo tutti uniti. Anche in un piccolo gesto come comprare una pizza. Il nostro progetto è fantastico, lo vivo anche come un modo per far sentire la mia voce”.

Su questa scia, per lanciare un segnale forte, Luca e Marco ieri hanno offerto pizza e birra a cinque euro e il totale dell’incasso sarà devoluto a Enza e Tiberio Bentivoglio, i due commercianti calabresi che da anni si battono contro i clan tanto che oggi vivono sotto scorta.