L’Aquarius, la nave di ricerca e soccorso di migranti, che in questi anni ha salvato la vita di migliaia di persone in mare, ha annunciato la sospensione delle attività. A deciderlo sono state Medici senza frontiere e Sos Mediterranee, le due Ong che hanno gestito l’imbarcazione tra Italia, Malta e Libia. “È un giorno buio. Non solo l’Europa ha fallito nel garantire la necessaria capacità di ricerca e soccorso ma ha anche sabotato chi cercava di salvare vite umane. La fine di Aquarius vuol dire più morti in mare, più morti evitabili che avverranno senza alcun testimone”, queste le parole di Gabriele Eminente, direttore generale di MSF, così come riportate dal Corriere.it.

Da una parte le inchieste giudiziarie (l’ultimo sullo smaltimento dei rifiuti), dall’altra la decisione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini e del Ministro dei Trasporti Toninelli di chiudere i porti alle navi delle Ong.

E il 23 settembre la stoccata finale con le autorità di Gibilterra che hanno ritirato la bandiera alla nave. “È stata una scelta dolorosa ma purtroppo obbligata, che lascerà nel Mediterraneo più morti evitabili senza alcun testimone. In un crescente clima di criminalizzazione dei migranti e di chi li aiuta, si perde di vista il principio stesso di umanità” è il commento di Claudia Lodesani, presidente dei MSF. L’Ong cercherà “nuovi modi per fornire loro l’assistenza umanitaria e le cure mediche di cui hanno disperatamente bisogno”.