Nella mattinata di oggi il consolato degli Stati Uniti a Gedda, in Arabia Saudita, è stato lo scenario di un tentativo di attentato suicida.

A comunicarlo è il ministero dell’Interno. Nella dichiarazione ufficiale si descrive come il kamikaze abbia fatto detonare il proprio giubbotto esplosivo nel momento in cui le guardie armate poste a protezione della struttura si sono avvicinate a lui, nei pressi del parcheggio di un ospedale. L’uomo è morto sul colpo, e due uomini della sicurezza sono rimasti feriti, per fortuna in modo leggero.

A quanto sembra la sede del consolato sarebbe stata quasi praticamente vuota perché la maggior parte del personale si è trasferita nei nuovi uffici siti in un’altra zona di Gedda, la seconda città più importante della nazione dopo la capitale Riyad.

Non è dunque chiaro se l’attentatore – terrorista avesse come obiettivo il consolato USA, per quanto la data del 4 luglio, giorno della festa dell’Indipendenza americana, sarebbe stata altamente significativa.

Solo negli ultimi 2 anni sono stati 26 gli attacchi terroristici ufficialmente riconosciuti dal ministero dell’Interno locale: la maggior parte tra questi sono avvenuti a opera di affiliati all’Isis che hanno preso di mira membri delle forze dell’ordine e la minoranza sciita.

A scatenare la rabbia dei soldati dello Stato Islamico l’alleanza storica tra la monarchia saudita e la coalizione occidentale guidata dagli Stati Uniti che sta mietendo successi nella lotta all’Isis in Iraq e Siria.