L‘Arabia Saudita perde improvvisamente il proprio regnante. Re Abdullah bin Abdulaziz, già malato da tempo, è morto a 91 anni dopo essere stato ricoverato in seguito a un’infezione polmonare.

Il capo di stato dell’Arabia Saudita era considerato il più anziano sovrano in carica al mondo. 13esimo figlio di re Abdul Aziz al-Saud, il fondatore dello stato saudita come lo si conosce in epoca moderna, re Abdullah è stato introdotto alla vita politica a circa 38 anni, quando venne nominato dal fratello Faisal capo della Guardia nazionale.

Abdullah è salito al trono ufficialmente solo nel 2005, ma già dieci anni prima (a partire dal 1995) aveva in pratica assunto la carica di reggente in seguito all’invalidità temporanea del fratello Fahd. Alleato prezioso per gli Stati Uniti, da cui però si è più volte distanziato in maniera decisa, re Abdullah è stato promotore del panarabismo. Capace mediatore nei conflitti regionali del Medio Oriente, Abdullah a volte però non ha lesinato in interventi militari, come quando nel 2011 ha aiutato il regime del Bahrein nella soppressione della minoranza sciita.

Se durante le proprie sortite all’estero – storico l’incontro con il Papa nel 2007 – il sovrano dell’Arabia Saudita si è fatto portavoce del dialogo interreligioso, in ambito interno si è messo con molta più cautela. I suoi segnali in fatto di apertura a una interpretazione meno rigida del Corano sono stati diversi e contrastanti: nonostante alcuni progressi, l’Arabia Saudita è ancora considerata uno degli stati più conservatori al mondo, come testimoniano la recente concessione di alcuni diritti alle donne (cui finalmente viene concesso lavorare in alcuni negozi) cui si oppone il caso del blogger Raif Badawi, condannato a 1000 frustate dopo quanto scritto sul sito Free Saudi Liberals.

A succedere allo storico sovrano dellArabia Saudita sarà il fratellastro, il principe Salman bin Abdulaziz.

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