Storica decisione quella presa dal principe Mohammed bin Salman dell’Arabia Saudita, il quale due giorni fa ha concesso alle donne del Paese il diritto di guidare. Si tratta di una mossa simbolica che potrebbe avere un grande effetto sociale, con pesanti ricadute anche per quanto riguarda l’economia della nazione.

Un segnale di modernizzazione e di avvicinamento all’Occidente, forse, che arriva a circa 4 anni da quando iniziò un movimento femminile di attiviste che sul web iniziarono a far comparire video di donne al volante nonostante il divieto religioso allora in corso.

Il decreto è stato emesso comunicato in contemporanea anche da Washington, segno che l’avvicinamento ulteriore agi Stati Uniti debba passare anche per la concessione di alcuni diritti, negati da una rigida interpretazione del Wahhabismo, corrente ultraconsevatrice dell’Islam.

Già due giorni fa è stato concesso alle donne anche di recarsi allo stadio per partecipare ad alcune funzioni celebrative in vista dell’87esimo anniversario della nascita del Regno. Invece a maggio era stata emessa un’ordinanza con la quale si permetteva ufficialmente (nonostante la mancanza di un divieto esplicito) che le donne potessero accedere a servizi governativi anche senza l’accompagnamento o il consenso di tutori e coniugi.

Ma è forse dalla fine del 2015 che il vento ha iniziato a soffiare, ovvero quando le saudite poterono per la prima volta candidare una donna alle elezioni per i consigli municipali. Tuttavia al momento rimane ancora in vigore il precetto riguardante la tunica nera quasi integrale che lascia scoperti solo gli occhi, e anche la libertà di movimento è ancora molta ristretta per le donne, che spesso e volentieri devono essere accompagnate per molte incombenze quotidiane.