Svolta nell’omicidio dell’architetto di 58 anni ucciso a Carugo, nel Comasco, il 14 ottobre dello scorso anno: nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip sono stati contestati – ai responsabili dell’agguato – l’omicidio aggravato, la detenzione illegale e porto in luogo di pubblico di pistola oltre al danneggiamento e allo stalking. L’ex moglie della vittima e il suo commercialista sono stati arrestati dai carabinieri poiché ritenuti i mandanti del delitto: nei mesi scorsi erano finiti in carcere altri dieci indagati, accusati di essere gli esecutori materiali dell’omicidio e i responsabili di alcuni episodi di intimidazione ai danni dell’architetto. Non è ancora chiaro, invece, il movente dell’agguato.

Architetto ucciso, gli avevano bruciato l’auto

L’uomo, infatti, venne ucciso il 14 ottobre 2015 nel cortile della sua abitazione in cui viveva da tempo con la zia e il padre anziano. Si era separato dalla moglie e continuava a svolgere la sua professione di architetto nel Comasco. All’improvviso due colpi di pistola, uno alle gambe e l’altro alla parte bassa della schiena, hanno causato il suo decesso.

L’omicidio, inizialmente, era stato ricollegato ad alcuni atti intimidatori subiti dalla vittima qualche tempo prima: la sua auto, ad esempio, era stata incendiata ed erano stati esplosi colpi di pistola contro la sua casa.