Ancora una volta torniamo a parlare della strana situazione che si sta delineando in Argentina. Giorni fa era giunta la notizia della morte del procuratore Alberto Nisman, che stava indagando sul presunto coinvolgimento del Presidente Cristina Fernandez de Kirchner in loschi traffici con l’Iran (qui tutti i dettagli della notizia) e che stava per presentare tutta la documentazione del caso al parlamento argentino. Una coincidenza troppo rilevante per passare inosservata.

È invece di oggi la notizia che la Kirchner avrebbe deciso di sciogliere i servizi segreti del suo Paese per riorganizzarli come Agenzia federale dell’intelligence. Come ha spiegato lei stessa durante un discorso tenuto sulla televisione nazionale, questa nuova Agenzia sarà guidata da un direttore e da un vice direttore scelti dal potere esecutivo (ossia dal governo) e in seguito approvati dal Senato.

La riforma dei servizi segreti argentini preannunciata dalla Kirchner sarà a breve esaminata dal parlamento, che per l’occasione è stato convocato in sessione straordinaria già dal primo giorno di febbraio. La Presidentessa dell’Argentina ha spiegato che la riforma si è resa necessaria in quanto i vecchi servizi segreti avevano mantenuto la struttura della dittatura militare, presente nel Paese dal 1976 al 1983.

Ciò che appare strano è che questa riforma giunge all’indomani della smentita della Kirchner in merito a tutte le accuse contro di lei rivolte dal procuratore Nisman, che ha detta della stessa Presidentessa si sarebbero basate su un falso dossier passato a Nisman proprio dai servizi segreti.

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