Accanto alle parole di cordoglio pronunciate dal mondo politico occidentale dopo la morte di Ariel Sharon, risaltano i festeggiamenti celebrati in Palestina dagli islamisti per la scomparsa dell’arcinemico, l’ex primo ministro d’Israele (foto by InfoPhoto). E’ in particolare l’organizzazione estremista Hamas a lasciarsi andare a scene di giubilo: in tutta la striscia di Gaza si sono visti in fiamme poster che ritraevano l’immagine di Sharon. E le parole del portavoce di Hamas, Salah el-Bardaweel, non potrebbero essere più chiare: “Sharon era un criminale ed è stato tra i responsabili dei disastri per il popolo palestinese. Preghiamo perché lui e tutti i leader sionisti che hanno commesso massacri contro il nostro popolo vadano all’inferno. Non riusciremo mai a essere dispiaciuti per la sua morte“.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha dichiarato: “Un leader che ha consacrato la sua vita ad Israele. Ribadiamo il nostro incrollabile impegno per la sicurezza di Israele e il nostro apprezzamento per la durevole amicizia tra i nostri due Paesi e i nostri due popoli“.

Dall’Italia, il presidente del Consiglio, Enrico Letta: “E’ scomparso un leader generoso che ha segnato la storia di Israele e che ha dedicato la vita al servizio del suo paese“. Silvio Berlusconi: “Coraggioso in guerra, lungimirante in politica, infaticabile nella ricerca di una pace giusta, Sharon è stato il testimone dei valori più alti e nobili dello Stato di Israele, presidio di libertà e di democrazia nel Medio Oriente“.