Mentre Matteo Renzi era a Baghdad (qui i dettagli della sa visita), il Parlamento autorizzava l’invio di armi (foto by InfoPhoto) ai curdi nell’ambito della crisi in Iraq. Le commissioni Esteri e Difesa del Senato hanno approvato la risoluzione dei rispettivi presidenti. Il via libera è giunto con 27 voti favorevoli e 4 contrari, nessuno astenuto. L’ok è arrivato anche dalle commissioni Esteri e Difesa della Camera con 56 voti favorevoli e 12 contrari. “L’Isis è un’organizzazione terroristica, così la definisce la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Uniteha detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini, nel corso dell’audizione -. Ha un uso strumentale della religione per minare le fondamenta della società civile. Il Mediterraneo e il Medio Oriente sono scossi da una minaccia che, sì, riguarda anche l’Europa e riguarda anche l’Italia”.

Pur in assenza di minacce specifiche per l’Italia, arriva la direttiva inviata dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza ai prefetti e ai questori italiani che raccomanda particolare attenzione nella sorveglianza e nella prevenzione degli obiettivi sensibili come sedi istituzionali e diplomatiche, stazioni, porti e aeroporti. Alla maggioranza si sono aggiunte anche Forza Italia e Fratelli d’Italia mentre sono state respinte le due risoluzioni contrarie, presentate da M5S e da Sel. Quella dei grillini parla di “un corridoio umanitario nell’immediato e a interventi di intelligence” ribadendo il no all’invio di armi e non ripredendo la posizione di Di Battista, favorevole a dialogare con i terroristi dell’Isis.

“L’Italia è pronta a fornire ai peshmerga curdi armi automatiche leggere e relativo munizionamento” ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti. Le armi comprendono mitragliatrici che le forze armate italiane non usano più e razzi anticarro oltre a “armi individuali, di squadra e contro-mezzi, di fabbricazione sovietica, sequestrate in mare durante le guerre dei Balcani oltre 20 anni fa”. E’ bene considerare che gli aiuti militari all’Iraq sono indispensabili nell’immediato ma difficilmente rappresentano a lungo termine la soluzione di questa come di qualsiasi crisi – ha evidenziato Mogherini -. In Iraq è a rischio la vita di civili, cristiani, yazidi, musulmani: è un dovere politico, ma soprattutto morale, rispondere a un dramma umanitario”. Proprio ieri è arrivato il sesto aereo di aiuti umanitari nel Paese.