L’ennesimo caso di malasanità arriva da Grottaferrata, in provincia di Roma, dove stamattina sono stati arrestati ben dieci operatori sanitari del centro di riabilitazione “Eugenio Litta” di via Anagnina.

La denuncia era stata presentata nei primi mesi dell’anno scorso dalla società che gestisce la struttura per sospetti episodi di violenza contro sedici ragazzi ricoverati nel centro, di cui cinque minori di quattordici anni. Automaticamente erano partite le indagini dei Carabinieri del Nas di Roma e del Comando di Frascati che, attraverso l’utilizzo di telecamere nascoste, hanno potuto finalmente accertare la veridicità dei fatti. Le immagini filmate hanno reso evidenti le violenze inflitte ai giovani affetti da patologie neuro-psichiatriche e motorie, come ritardo mentale, epilessia e sindromi genetiche. Nel video gli operatori sanitari si scagliano contro le povere vittime con percosse, grida, insulti, tanto da arrivare anche a farli mangiare in modo talmente veloce da far rischiare loro il soffocamento. Un comportamento disumano innescato soprattutto da un operatore, l’unico che adesso è in carcere con l’accusa di sequestro di persona per aver rinchiuso tre pazienti nelle rispettive stanze. Gli altri nove, per adesso, sono agli arresti domiciliari in attesa di un regolare processo. Intanto il centro non è stato completamente chiuso, in quanto è sede anche di un centro congressi, di una cattedra di Neuropsichiatria Infantile e del Corso di Laurea per Terapisti della Neuropsicomotricità dell’ Età Evolutiva.