La cooperazione internazionale è fondamentale nella lotta al terrorismo. Lo testimonia l’operazione contro i terroristi dell’ISIS portata a termine con successo dai servizi segreti turchi in collaborazione con le forze dell’intelligence tedesche. Le autorità turche hanno ricevuto una segnalazione dai servizi segreti della Germania sulla pianificazione di attentati contro obiettivi tedeschi da parte di tre jihadisti.

Lo scambio di informazioni ha permesso l’avvio di un’operazione interforze che ha portato all’arresto dei terroristi. Si tratta del turco Muhammet Nas; dell’iracheno Ibrahim Ghanem Alshalawey; del siriano Ali Al Farac. I tre di nazionalità diverse erano accomunati dallo stesso odio contro l’Occidente, al punto da progettare attentati terroristici contro gli istituti scolastici tedeschi e le sedi diplomatiche della Germania in Turchia.

Dall’allarme scattato il 17 marzo scorso al fermo dei tre jihadisti sono passati pochi giorni. L’arresto è avvenuto ieri a tarda notte, ma l’annuncio e i dettagli dell’operazione sono stati diffusi soltanto questa mattina. Nel frattempo la Germania per proteggere il personale diplomatico dalla minaccia terroristica ha deciso di chiudere temporaneamente l’ambasciata di Ankara. L’ordine di chiusura è stato esteso al consolato di Istanbul e a tutte le scuole tedesche localizzate nelle due città. Le autorità turche hanno fatto sapere che i tre jihadisti al momento sono trattenuti nella sede dell’antiterrorismo per essere interrogati dagli inquirenti.

Ieri la polizia tedesca ha arrestato tre uomini di origine kosovara, accusati di terrorismo, in viaggio tra Monaco e Salisburgo dopo aver abbandonato in tutta fretta la capitale belga. L’operazione rientra in una serie di arresti compiuti in tutta Europa a seguito degli attentati che ieri hanno sconvolto Bruxelles, causando almeno 34 morti e oltre 270 feriti. Nella capitale belga ieri ci sono stati numerosi blitz nei quartieri che ospitano i covi dei terroristi. Le autorità hanno chiesto il più stretto riserbo sulle operazioni per non rivelare ai terroristi informazioni cruciali sugli edifici sottoposti a perquisizioni.