Il ginecologo Severino Antinori, spesso al centro delle polemiche a causa delle sue scelte in fatto di fecondazione assistita (come quella di far diventare madre una donna di 63 anni), è stato arrestato a Roma con l’accusa d aver espianto ovuli con violenza. Ad arrestare Antinori sono stati i Nas di Milano, che lo hanno fermato mentre il ginecologo si trovava in aeroporto.

Il provvedimento nei confronti di Antinori è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, in seguito alle indagini che avrebbero portato alla luce un presunto episodio piuttosto grave: all’interno della clinica Matris di Milano, Antinori e una sua collaboratrice avrebbero espianto alcuni ovuli da una ragazza spagnola di 24 anni. Il tutto contro la volontà della stessa. La ragazza avrebbe riferito di esserti rivolta al centro per curare una cisti ovarica ma di essere stata successivamente immobilizzata, anestetizzata e quindi costretta a subire l’espianto degli ovuli. La giovane spagnola avrebbe anche raccontato di essere stata privata del suo telefono cellulare, in modo tale che le fosse impedito di chiamare per chiedere aiuto a qualcuno. Cosa che poi sarebbe avvenuta al suo risveglio dopo l’anestesia: la ragazza avrebbe raggiunto un telefono presente all’interno della clinica Matris e avrebbe chiamato il 112.

Oltre ad essere stato destinatario del provvedimento di fermo, Antinori, almeno per il momento, non potrà esercitare la professione medica poiché il giudice ha anche emesso un’ordinanza di interdizione a suo carico. Salvo successive modifiche, il provvedimento di interdizione dalla professione medica dovrebbe avere durata di dodici mesi. Infine, a due collaboratrici di Antinori  è stato inflitto il divieto di dimora sia nel Comune di Roma sia in quello di Milano.