Joaquin Guzman noto come El Chapo, capo del narcotraffico messicano, è stato arrestato.  Il boss evaso dal carcere di Altiplano l’11 luglio 2015 è stato catturato dopo aver cercato la fuga attraverso la rete fognaria di Los Mochis, nello stato messicano di Sinaloa. Insieme a El Chapo finisce anche la latitanza del suo braccio destro Ivan Gastellum Cruz, noto come El Cholo. Il narcotrafficante ha tentato la fuga attraverso il tunnel insieme a El Chapo.

Stando alle prime informazioni trapelate sulla cattura l’arresto è stato possibile grazie a una segnalazione di una donna che aveva avvistato una banda di uomini armati in una casa di Los Mochis. Una squadra di agenti federali e marines si è recata sul posto ed è nata una sparatoria di un’ora che avrebbe causato 5 morti. El Chapo ha cercato di sfuggire invano alla cattura calandosi nelle fogne e rifugiandosi in un albergo, l’hotel Doux. Una circostanza supportata dalle foto della cattura che riprendono El Chapo con la maglietta infangata all’interno di una stanza d’albergo. Il capo del narcotraffico è stato trasferito in carcere a bordo di un aereo.

La notizia della cattura di El Chapo ha fatto in poche ore il giro del mondo. Il presidente del Messico Enrique Pena Nieto ha spiegato che aver messo fine alla latitanza di El Chapo è un orgoglio per l’intera nazione:

È il trionfo dello stato di diritto. Oggi 98 dei 122 criminali più ricercati sono ormai dietro le sbarre, un risultato che rafforza il nostro impegno nella lotta contro il crimine organizzato.

Saviano: arresto di El Chapo vano senza estradizione negli USA

Meno ottimista è lo scrittore Roberto Saviano che in “Zero zero zero” ha documentato le aberrazioni dei cartelli messicani. Su Twitter Saviano non risparmia critiche al governo messicano:

Se non sarà estradato subito negli Stati uniti anche questo arresto sarà stato vano. Come fa a vantarsi il presidente Nieto della cattura del boss, dopo che è scappato per ben due volte dalle prigioni messicane?