È stato arrestato nella notte il boss della ‘ndrangheta Ernesto Fazzalari, il secondo latitante più pericoloso dopo Matteo Messina Denaro. La cattura è avvenuto dopo ben 20 anni di latitanza, infatti era dal 1996 che i Carabinieri lo stavano cercando: l’azione è stata compiuta, ieri notte, dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria insieme ai militari del Gruppo Intervento Speciale e dello Squadrone Cacciatori Calabria.

Ernesto Fazzalari è il boss dell’omonimo clan di ‘ndrangheta che ha il suo dominio nelle terre di Taurianova, Amato e San Martino nella Piana di Gioia Tauro. Fazzalari, 46 anni classe 1969, è stato sorpreso in un casolare nella campagna di Malochio, non distante dai territori dove è stato boss, in compagnia di una donna di 41 anni anch’essa arrestata. Nell’irruzione dei Carabinieri Fazzalari non ha opposto resistenza e, dopo aver dichiarato le sue generalità,  è stato arrestato.

Accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, porto e detenzione illegale di armi ed altri reati, il giovane boss si è dato alla latitanza nel 1996 ed è considerato il secondo criminale più pericoloso dopo Matteo Messina Denaro. Ora dovrà scontare l’ergastolo a cui è condannato da 20 anni.

A dare notizia della cattura è stato direttamente Matteo Renzi attraverso i social dove scrive: “Una bellissima domenica! Questa notte i Carabinieri hanno arrestato in Aspromonte Ernesto Fazzalari, ricercato da vent’anni, considerato il secondo latitante più pericoloso d’Europa e il più feroce capo della ndrangheta. Un’operazione molto difficile resa possibile dalla professionalità e della dedizione delle forze dell’ordine e dei magistrati. Sono orgoglioso delle donne e degli uomini che servono lo Stato e a nome di tutti gli italiani ho chiamato il Comandante Del Sette e il Procuratore Capo di Reggio Calabria Cafiero de Raho per esprimere loro la nostra gratitudine più affettuosa. Grazie davvero dal profondo del cuore! Continuiamo a combattere la criminalità ovunque, palmo a palmo, casolare per casolare. Viva l’Italia!”