Terremoto nell’editoria italiana. E’ stato arrestato, infatti, Guido Veneziani accusato di bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali a seguito del fallimento della stamperia della Roto Alba in provincia di Cuneo. Secondo gli inquirenti che hanno indagato sugli affari di Guido Veneziani, l’editore avrebbe distratto, in maniera illecita, circa 15 milioni di euro dall’azienda per favorire altre società del gruppo. Con lui sarebbero state arrestate altre due persone per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Le accuse mosse a Guido Veneziani

Nello specifico, ai domiciliari sono finiti Gianmaria Basile e Patrizia Basile. Il primo sarebbe il socio storico del noto editore Guido Veneziani, la seconda, invece, è la sorella di Gianmaria Basile. Un’inchiesta, quella del fallimento della Roto Alba, coordinata dal pubblico ministero Laura Deodato, che ha portato al licenziamento di 133 lavoratori, ormai senza reddito. Nello stesso fascicolo ci sarebbero altre cinque persone indagate mentre l’arresto sarebbe avvenuto mercoledì mattina a Milano ma reso noto alla stampa soltanto poche ore fa.

Tutto nace da un controllo fiscale eseguito nell’anno 2015 nei confronti dell’azienda Roto Alba. Ma cosa contesta, nello specifico, la Procura di Asti all’editore Guido Veneziani? Stando alle prime indiscrezioni, Veneziani avrebbe acquisito nel 2012 un’azienda sana, spogliandola poi di attivi per circa 15 milioni di euro a favore di altre società del gruppo. Insomma bancarotta fraudolenta è l’accusa principale che gli viene mossa dagli inquirenti. A questo filone d’indagine si dovrebbero aggiungere anche alcuni debiti tributari tra i quali spiccano contributi previdenziali non versati per un ammontare totale di circa 3 milioni di euro.

Guido Veneziani e “L’Unità”

Guido Veneziani era senza dubbio uno degli editori più importanti d’Italia al punto che il suo nome era stato accostato più volte al giornale L’Unità. Veneziani avrebbe dovuto risollevare, rilanciare il quotidiano di centro-sinistra. Lo stesso premier italiano, Matteo Renzi, insieme al tesoriere del Pd Francesco Bonifazi, lo avrebbero voluto nel team che avrebbe dovuto riportare nelle edicole il quotidiano L’Unità.