Due anni di indagini prima di poter eseguire gli arresti contro la mafia a Corleone. Nelle prime ore del 23 settembre i Carabinieri della località palermitana, insieme a quelli della vicina Monreale, hanno arrestato sei persone ritenute appartenenti ai vertici del mandamento locale di cosa nostra. In manette con l’accusa di associazione mafiosa anche colui che è considerato dagli inquirenti come l’attuale capo del mandamento di Corleone e fedelissimo del boss Totò Riina, in carcere dal 1993. Si tratta di Antonino Di Marco, 58 anni. Era dipendente comunale, custode del campo sportivo corleonese.

Intercettazioni telefoniche e ambientali, fra le quali molte riprese con telecamere nascoste nell’ufficio al campo sportivo, hanno documentato riunioni tra esponenti di cosa nostra, in cui si pianificava l’attività criminosa, mirata principalmente alle estorsioni e alle interferenze sugli appalti. Dalle indagini è emerso che la cosca intascava il 3% sul valore degli appalti. Tra i fermati ci sono anche alcuni politici locali siciliani. L’operazione è stata condotta da oltre 100 militari.

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