Come un fulmine a ciel sereno a causare l’ennesima ondata di attacchi nei confronti della giunta Raggi, a Roma, è arrivato anche l’arresto di Marra.

Il capo del Dipartimento del Personale del Campidoglio, ex vice del Gabinetto del primo cittadino, è stato infatti stato tratto in stato d’arresto come misura cautelare nell’ambito di un’indagine su eventi risalenti al 2013, quando ancora Raffaele Marra lavorava per l’amministrazione Alemanno.

L’accusa di corruzione che ha investito il braccio destro del sindaco, arrivata tra l’altro a poche ore di distanza dalle dimissioni dell’assessore Muraro, ha gettato nuovi dubbi sulle scelte compiute da Virginia Raggi in sede di nomine in Comune.

Sono in tanti gli avversari politici che stanno cavalcando la polemica per chiedere le dimissioni del sindaco. Tra questi c’è Maurizio Gasparri, secondo il quale : “l’arresto di Marra, pervicacemente e misteriosamente difeso dal sindaco Raggi e da tanti esponenti del mondo grillino, impone un atto di coerenza. E lo dico a prescindere dall’epoca in cui i fatti contestati a Marra si sarebbero verificati. I grillini hanno chiesto le dimissioni per chiunque e per qualunque cosa. Si applichi lo stesso metodo che hanno evocato contro i loro avversari. Immediate dimissioni del sindaco Raggi. Se ne vada via oggi stesso”.

Stefano Fassina ha invece invocato la necessità di “un Consiglio comunale straordinario, da convocare immediatamente, sospendendo per un giorno la sessione di bilanci”, mentre Matteo Salvini ha dichiarato di sperare che “i romani possano eleggere un sindaco normale il prima possibile”, sottolineando poi come a fronte degli scandali della capitale vi sia “una città ferma, sporca e insicura”.

Sorprendentemente Roberto Giachetti, sfidante del Pd durante le scorse elezioni, cerca di calmare le acque, nonostante non risparmi le critiche: “Ho trascorso un’intera campagna elettorale a cercare di spiegare che, per gestire responsabilità di grande rilevo, il requisito dell’onestà non potesse essere sufficiente [...] Non mi unisco, quindi, al coro di chi chiede le dimissioni della Sindaca, Virginia Raggi”.

La linea più dura è però quella del Movimento 5 Stelle, che si divide fra rilievi sul tempismo dell’arresto di Marra e accuse senza mezzi termini al sindaco.
Roberto Fico ha cercato di mediare tra le parte in causa, riconoscendo la legittimità dell’operazione giudiziaria: “Adesso ci riuniamo tutti quanti e tireremo fuori una linea senza problemi, è giusto che la magistratura faccia il suo corso. Non c’è ombra di dubbio che sia una cosa grave, gravissima”.

Altri, come la deputata Danila Nesci, ricordano gli allarmi rimasti inascoltati di Roberta Lombardi e Carla Ruocco: “Chi ha sbeffeggiato ed isolato i nostri portavoce che tentavano di risolvere il caso Marra chieda scusa e faccia un passo indietro”.

Nel corso della conferenza stampa svoltasi in Campidoglio Virginia Raggi ha ammesso di aver sottovalutato gli ammonimenti che le arrivarono al tempo delle nomine in Comune e ha promesso piena collaborazione nelle indagini: “Probabilmente abbiamo sbagliato. Mi dispiace per i cittadini romani, per M5S e per Beppe Grillo che aveva evidenziato qualche perplessità. Faremo tutto quelle che è nelle nostre possibilità per fare luce collaborando con la magistratura a partire dalle nomine“.

Il sindaco però ha rilevato come il ruolo di Raffaela Marra fosse tecnico e dunque non direttamente legato all’ambiente politico romano: “L’’amministrazione va avanti. Marra è uno dei 23mila dipendenti e non un esponente politico. Il mio braccio destro sono i cittadini romani.”