La realtà supera la fantasia. I robot d’ora in poi fanno anche l’amore. Sono già tra noi, come scrivere Wired, e col passare degli anni diventeranno sempre più “umani”, ovvero più realistici e sofisticati. Secondo le stime di Ian Pearson, un noto politico britannico, entro il 2050 gli esseri umani avranno più rapporti sessuali con robot che tra loro. Uno scenario che a tratti potrebbe apparire inquietante e che, invece, sarà possibile grazie alle innovazioni della tecnologia. Basti pensare che nel Regno Unito c’è già il primo “bordello” con bambole robot. In Francia, invece, sono arrivate le bambole in silicone.

A dicembre, tra l’altro, è stato lanciato sul mercato il primo modello di sex robot dotato di intelligenza artificiale e persino di una personalità. Ha una pelle riscaldata, riproduce diverse espressioni facciali riuscendo persino a capire dove viene toccata così da raggiungere l’orgasmo. Il software consente di plasmare la sua personalità scegliendo tra quella romantica, timida o intelligente, giusto per fare qualche esempio. Il prezzo va da 15 a 50mila dollari. Insomma non è per tutti. Ma c’è anche un’altra bambola robot capace di comprendere le barzellette, di conversare di filosofia o scienze e dunque di essere sempre più simile a una donna in carne ed ossa. Qualche uomo si sarebbe addirittura innamorato di lei.

Robot per il sesso che potrebbero avere un valore curativo per i pazienti affetti da disfunzione erettile, eiaculazione precoce o disturbi della sfera sessuale legati all’ansia dal dover interagire con partner umani. L’invito, dunque, è quello di usare i robot con massima cautela non sostituendoli, di fatto, ai rapporti sessuali umani. E, infine, c’è la questione dell’etica e della privacy: i robot sono dotati di telecamere e microfoni. Dove vanno a finire questi file audio-video? E soprattutto, se necessitano di aggiornamenti e di connessione a internet, sono esposti al rischio di virus?