Fino al prossimo 3 giugno, direttamente dalla Galleria degli Uffizi, a Palazzo Madama di Torino sarà possibile ammirare la raffigurazione di Santa Caterina dipinta da Artemisia Gentileschi durante il soggiorno fiorentino del 1620.

Vestita di rosso, una man poggiata sulla ruota dentata, l’altra a reggere la palma -simbolo del martirio- e corona di preziosi in testa, si è ipotizzato che Santa Caterina possa essere un autoritratto della pittrice stessa o il ritratto di Maria Maddalena d’Austria, moglie del duca Cosimo II de Medici. Quel che è certo è che, esposta al primo piano del museo, nella Camera delle Guardie, la Santa si trova qui a dialogare con i due dipinti del padre di Artemisia, Orazio Gentileschi, e con la Santa Caterina già attribuita a Bassante, di simile ispirazione caravaggesca.

Una mostra su un solo dipinto, ma punto di partenza di un dialogo tra le collezioni dei due grandi musei -la Galleria degli Uffizi di Firenze e Palazzo Madama- in vista di un progetto di più ampio respiro dedicato all’autoritratto femminile previsto per l’estate del 2014 e che non a caso si apre su Artemisia Gentileschi, una delle prime donne artiste che la storia dell’arte abbia conosciuto.

Pittrice seicentesca di scuola caravaggesca, nota alle cronache anche per il caso di stupro che la vide vittima nel 1611, Artemisia è infatti divenuta simbolo del femminismo internazionale. Figlia di Orazio, pittore toscano di scuola caravaggesca, del padre seguì le orme, ma conferendo alla pittura del Caravaggio una forte teatralità che si riflette nell’angoscia spesso spirituale dei suoi personaggi. Da qualche anno la sua figura sta ispirando un numero sempre maggiore di mostre ed eventi, dalla grande esposizione a lei interamente dedicata a Milano, alla piccola mostra allestita nella Camera delle Guardie a Palazzo Madama: la sua fama e popolarità stanno subendo una crescita esponenziale, tanto che il prossimo 26 giugno la sua Maddalena in estasi (1620 ca.) sarà battuto all’asta da Sotheby’s, a Parigi, per un valore stimato tra i 200 e i 300mila euro.