Cadono le accuse di aggressione sessuale mosse nei confronti di Julian Assange in quanto sono cadute in prescrizione. Questa la decisione della procura svedese, motivata dal fatto che la prossima settimana le accuse mosse contro il fondatore di WikiLeaks sarebbero andate in prescrizione scaduti i termini di cinque anni dalla presentazione della denuncia.

“Dal momento che è scattata la prescrizione per alcuni reati, sono obbligata ad archiviare parte dell’inchiesta”, ha dichiarato il procuratore Marianne Ny, ribadendo comunque l’intenzione di voler continuare a inquisire Assange per gli altri reati rimasti in piedi contro di lui. In un comunicato si afferma che Assange, accusato di violenze sessuali da due donne, ”ha evitato il procedimento rifugiandosi nell’ambasciata dell’Ecuador”. Assange si era infatti rifugiato nell’Ambasciata ecuadoriana nel giugno del 2012 per sfuggire a un mandato d’arresto internazionale che il Regno Unito intende eseguire nel momento stesso in cui dovesse lasciare la sede diplomatica.

Contro di lui restano due accuse: quella di molestie, che scadrà il 18 agosto 2015, e quella di stupro che, invece, scadrà solo nel 2020 e per cui il procuratore Ny ha intenzione di continuare a procedere. Nonostante la caduta di tre dei quattro capi d’imputazione per violenze sessuali su due donne per cui è stato accusato, il futuro di Assange è ancora tutto da decidere.

Il fondatore di Wikileaks si è sempre dichiarato innocente riguardo alle accuse. “Sono molto deluso. Non c’era bisogno di tutto questo. Sono innocente”, queste le parole di Assange contenute in un comunicato diffuso dopo la decisione della procura svedese. Per il momento il 44enne resterà barricato nell’ambasciata per timore che Stoccolma possa estradarlo negli Stati Uniti per la diffusione di documenti top secret del dipartimento di Stato, estradizione che Washington non ha, curiosamente, mai richiesto.