UPDATE: L’Onu ha dato ragione a Julian Assange, stabilendo che la sua detenzione è arbitraria e illegale. A questo punto l’Onu potrebbe richiedere a Gran Bretagna e Svezia di rilasciarlo ma i due Paesi non hanno alcun obbligo giuridico di rispettare la decisione del Working Panel delle Nazioni Unite.

Julian Assange è pronto ad arrendersi e a costituirsi, ma solo in un caso: se perderà la causa dell’Onu. Il cofondatore del sito Wikileaks è tornato a parlare, interrompendo un lungo silenzio a livello mediatico, e ha spiegato quali sono le sue intenzioni per l’immediato futuro.

Tramite l’account Twitter di Wikileaks, l’attivista australiano che è stato accusato di stupro ha dichiarato: “Accetterò di essere arrestato dalle autorità britanniche se l’Onu si esprimerà contro di me”.

Julian Assange ha quindi sostenuto di essere “Pronto a lasciare la sede dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra a mezzogiorno di venerdì”, subito dopo che verrà comunicata la decisione da parte delle Nazioni Unite.

L’Onu è chiamato a dichiararsi entro breve sulla richiesta di liberazione da parte di Julian Assange. Il protagonista dello scandalo Wikileaks, il sito che ha diffuso numerosi documenti riservati dei governi internazionali, ha poi aggiunto: “Se l’Onu dovesse annunciare che ho perso il mio caso contro Gran Bretagna e Svezia, uscirò dall’ambasciata per accettare l’arresto da parte della polizia britannica, in quanto non ci sarebbe più una prospettiva di appello”.

Il gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle detenzioni arbitrarie dovrà stabilire se i tre anni che Assange ha passato all’interno dell’ambasciata dell’Ecuador fino ad ora siano considerabili come una detenzione illegale o meno.

Julian Assange ha ipotizzato cosa succederebbe nel caso la sua richiesta fosse negata, ma naturalmente si augura che le cose per lui possano andare per il meglio. In quest’ultimo caso, il cofondatore di Wikileaks ha spiegato quello che pretende che succeda: “Se tuttavia dovessi avere la meglio, mi aspetto l’immediata restituzione del mio passaporto e la fine di ulteriori tentativi di arrestarmi”.

Per il destino di Assange sembra quindi finalmente arrivato il momento della verità. Per sapere quale sarà la decisione da parte dell’Onu ci sarà da attendere venerdì. Tra le possibilità, nel caso la sentenza non fosse a suo favore, si ipotizza che possa essere estradato negli Stati Uniti, dove sarebbe chiamato a rispondere per la divulgazione attraverso Wikileaks di numerosi documenti riservati.