La Bolivia è precipitata nel caos. Da circa una settimana il Paese è paralizzato da uno sciopero che di giorno in giorno si è fatto sempre più violento. Fino all’ultimo episodio: l’uccisione del viceministro dell’Interno Rodolfo Illanes. Il politico non è la prima vittima di questa settimana di fuoco che rischia di finire in una carneficina.

L’escalation in Bolivia: da una protesta alla violenza

Tutto è cominciato circa una settimana fa con uno sciopero dei minatori boliviani che chiedevano migliori condizioni di lavoro. Uno sciopero come tanti altri in cui i lavoratori rivendicavano maggiori concessioni minerarie, determinate norme ambientali, una maggior rappresentanza sindacale e il diritto a lavorare per le aziende private. Il Governo di La Paz in un primo momento ha deciso di ignorare del tutto le richieste dei manifestanti, e per questo le proteste si sono trasformate in atti dimostrativi.

La situazione è precipitata nella giornata di mercoledì quando un gruppo di minatori ha bloccato l’accesso all’autostrada. Il Presidente Evo Morales ha perciò deciso di inviare l’esercito e durante gli scontri avvenuti a Panduro, circa 165 km dalla capitale della Bolivia, hanno perso la vita due manifestanti. La situazione si è fatta sempre più incandescente tanto che, per tentare di calmare le acque, il viceministro dell’Interno Rodolo Illanes ha deciso di andare di persona a parlare con i minatori per mediare. Illanes ha preso questa decisione in autonomia, i suoi colleghi di Governo non erano molto convinti della scelta, ma lui si sentiva al sicuro perché protetto dalle forze dell’ordine.

Ieri si è così presentato al cospetto dei manifestanti e nonostante la presenza della polizia qualcuno è riuscito a rapirlo. Non è chiaro al momento se il rapimento fosse stato concepito a scopo dimostrativo o già con l’intento di ucciderlo. Quel che è certo è che Illanes è stato barbaramente picchiato a morte. A dare la notizia è stato il direttore di un’emittente radiofonica locale che ha visto il cadavere.

In seguito all’omicidio la reazione delle forze dell’ordine è stata dura: ci sono stati nuovi scontri, un terzo minatore è stato ucciso e oltre 100 sono stati arrestati, ma del corpo di Illanes per ora non c’è traccia. Per questo il ministro dell’Interno della Bolivia Carlos Romero ha fatto appello ai rapitori, chiedendo loro almeno la restituzione della salma.