In vista dell’assemblea di sabato del Partito democratico che si annuncia incandescente, il segretario dimissionario e il sindaco di Firenze si sono incontrati a Roma per fare il punto della situazione.

Matteo Renzi, dopo aver avuto nella sua città un lungo faccia a faccia con l’ex ministro del governo Monti Fabrizio Barca, che vorrebbe entrare nel PD come dirigente ed era stato nominato come probabile segretario del Pd, l’incontro di ieri con Pier Luigi Bersani è un modo per smorzare le tensioni passate e pensare al futuro del partito.

Trovare, in due giorni, un nome condiviso da tutti per non fare esplodere il partito è la missione che hanno i big del Pd. Il coordinamento del partito democratico ha dato mandato ai vicepresidenti dell’assemblea Marina Sereni e Ivan Scalfarotto, ai capigruppo Luigi Zanda e Roberto Speranza, al coordinatore dei segretari regionali, Enzo Amendola e a David Sassoli di guidare l’assemblea di sabato e cercare un nome condiviso per la segreteria del partito da proporre all’assemblea di sabato.

La ricerca di un segretario condiviso segue le dichiarazioni di Bersani: “non spetta a me proporre soluzioni” e Renzi: “non metterò veti”.

Intanto il nome di Anna Finocchiaro come probabile reggente in vista del congresso di luglio non sembra tanto sicuro come nei giorni scorsi.

Pier Luigi Bersani ai cronisti che al termine della riunione del coordinamento del partito gli chiedono se per l’assemblea di sabato si arriverà a un nome unitario per la Segreteria: “all’assemblea ci saranno decisioni che contano” e verrà eletto un segretario vero: “Siamo in democrazia ma non vuol dire un nome precostituito, decide l’Assemblea”.

Anche Massimo D’Alema ha voluto dire la sua sul suo partito: Al Pd auguro successo e unità. So che sono riuniti in questo momento, mi auguro che si trovi una soluzione unitaria per il rilancio del partito. E’ un momento difficile ma sono fiducioso”. E a risposta di un suo possibile incontro con Matteo Renzi ha risposto: “sicuramente”.