E’ stata assolta con formula piena una vigilessa di Roma che la notte di Capodanno 2014 – insieme ad altri 766 colleghi – non prestò servizio. La chiamata di reperibilità, secondo i giudici, sarebbe arrivata prima dell’orario consentito dal regolamento sottoscritto dai dipendenti pubblici: dunque, la vigilessa non ha commesso alcun reato e per questo è stata assolta.

Inizialmente, secondo un decreto penale, si era messo nero su bianco che i vigili urbani di Roma “si resero irraggiungibili nonostante fossero nei turni di reperibilità” nella notte di Capodanno 2014: tra l’altro 628 su 766 inviarono certificati medici ai comandi di polizia per giustificare la loro assenza. Una circostanza assai misteriosa.

Assenteismo, a Capodanno l’83% non era in servizio

La notizia è stata riportata dal quotidiano “Il Messaggero” e, di fatto, rischia di far saltare l’inchiesta della Procura di Roma contro l’assenteismo durante la notte di Capodanno. Dati alla mano, in quella giornata l’83% non era in servizio e nella Capitale c’erano appena 100 vigili disponibili. 22, invece, i sanitari finiti sotto processo; 7 i vigili – assenti il 31 dicembre 2014 – che furono indagati per truffa ma che, alla fine, non andarono a processo.

Assenteismo, vigilessa chiederà risarcimento danni

Ora la vigilessa – assolta per un cavillo del regolamento – potrebbe denunciare il comandante della Municipale chiedendo persino un risarcimento dei danni.