Prima dell’avvento di internet, la scadenza della polizza auto implicava un impegno economico non da poco per le tasche degli italiani. Oggi però, proprio grazie all’online, si possono trovare le assicurazioni auto più economiche attraverso siti di comparazione come Facile.it.

Ma una nuova rivoluzione sta investendo il mercato assicurativo: sia sul fronte delle polizze ramo vita sia su quello delle polizze ramo danni, del quale fanno parte le assicurazioni auto, particolarmente importanti in considerazione della vasta platea di riferimento.

Dal primo ottobre è infatti entrata in vigore la Direttiva europea IDD (Insurance Distribution Directive).

La norma ha un duplice obiettivo: rafforzare la tutela dei consumatori e armonizzare le diverse misure in materia di distribuzione assicurativa, dettando anche nuovi obblighi e regole di condotta per i distributori finali.

Ma vediamo quali sono le principali novità che interessano il consumatore al quale, in virtù della Direttiva, viene ora riconosciuto un ruolo centrale sin dal momento della ricerca del prodotto più adeguato alle sue esigenze.

Se prima le soluzioni proposte si concretizzavano in pacchetti già ‘pre-confezionati’, ora ogni singola soluzione di copertura dovrà essere verificata a priori affinché risulti realmente in linea con le necessità e con l’interesse dell’assicurando. Insomma, dovrà essere pressoché ‘su misura’.

Per far questo, le compagnie assicurative sono chiamate a individuare un mercato di riferimento (target market) nel quale i distributori possano operare e collocare i diversi prodotti, mentre i distributori, insieme ai produttori, sono tenuti a vigilare sull’adeguatezza delle proposte sia nella fase iniziale, ovvero in fase di ricerca della soluzione più vantaggiosa per il cliente, sia per tutta la durata del contratto.

In caso di modifica del prodotto, ad esempio, la compagnia (o l’intermediario) deve accertarsi che la polizza continui a essere in linea con le esigenze di copertura del consumatore, anche in base alla tipologia di rischio per il quale il prodotto è stato creato.

Sempre a tutela del consumatore, la Direttiva introduce inoltre due nuovi documenti che devono essere sottoposti al cliente prima della firma del contratto: il documento informativo standard per i prodotti non vita (DIP) e la ‘raccomandazione personalizzata’. Il primo contiene una serie di informazioni chiave sulla polizza che si sta proponendo, con l’obiettivo di rendere più comprensibili le caratteristiche del prodotto, mentre la seconda serve a specificare in modo inequivocabile i motivi per i quali un certo prodotto è più indicato di un altro a rispondere alle necessità del cliente, soprattutto in funzione del suo profilo. Ma non è tutto.

In materia di trasparenza, la normativa prevede altri obblighi per la compagnia, e per l’intermediario, prima della firma del contratto.

Le informazioni fornite dovranno infatti essere chiare e complete non solo in relazione al prodotto proposto ma anche per quanto riguarda lo stesso distributore finale, che dovrà dichiarare qual è la sua posizione (ad esempio se è un consulente o un agente), quali sono i suoi rapporti con la compagnia stessa e l’entità e la tipologia del compenso percepito.

Per chi viola gli obblighi imposti dal nuovo provvedimento, tanto che si tratti di società quanto di persone fisiche, sono previste sanzioni amministrative e pecuniarie.

In pratica, i distributori finali di un prodotto assicurativo, da qui in avanti, dovranno assumersi maggiori responsabilità rispetto al passato: dalle imprese agli agenti, ai mediatori creditizi, sino ai soggetti che gestiscono i siti di comparazione.

E qui nasce anche un problema di nuove competenze da acquisire, tanto che gli sforzi in termini di formazione non saranno cosa di poco conto. Così come, saranno necessarie nuove strategie di vendita soprattutto sul fronte delle assicurazioni online alle quali la direttiva stessa guarda come una nuova frontiera. Un settore, quello digitale, che genera talvolta un po’ di diffidenza proprio per la mancanza di un contatto diretto, di un interlocutore di riferimento ben preciso e con competenze tecniche, capace di supportare il cliente nella scelta della polizza più adeguata alle necessità anche da remoto.

Gli stessi siti internet degli intermediari dovranno pertanto essere rivisitati e dovranno caratterizzarsi per contenuti di qualità che assicurino una facile comprensione delle informazioni fornite.

D’altra parte, è innegabile che il digitale, anche nel settore assicurativo, abbia cambiato i comportamenti di acquisto e sembra di capire che la direttiva europea IDD intenda rafforzare proprio questo segmento.