La polizia tributaria della Guardia di Finanza sta indagando sul dopolavoro di Atac e Cotral, finito sotto inchiesta a causa del reato ipotizzato di frode fiscale. Le sedi del dopolavoro sono state anche perquisite, alla ricerca di documenti da acquisire. La polizia tributaria vorrebbe soprattutto far luce sui rapporti economici intercorsi tra Atac e l’associazione del dopolavoro Atac e Cotral. L’associazione gestirebbe infatti le mense e i bar che si trovano all’interno dell’azienda, per un costo di circa quattro milioni di euro all’anno.

Gli investigatori della Guardia di Finanza vorrebbero capire in particolar modo come venga contabilizzato il servizio. Si indaga però anche sui permessi sindacali, cercando di accertare se siano stati compiuti illeciti, soprattutto nella concessione di permessi retribuiti per un numero di ore superiori a quelle previste in base alla norme. A tal proposito, Atac avrebbe già comunicato che nel 2015 il costo dei permessi retribuiti sarebbe stato di circa 4,3 milioni di euro mentre nei primi quattro mesi del 2016 avrebbe superato il milione e mezzo di euro.

L’inchiesta su Atac e Cotral sarebbe in realtà partita da un’indagine interna che la stessa Atac avrebbe proceduto ad effettuare. Nello scorso mese di maggio il direttore generale dell’Atac, Marco Rettighieri, aveva infatti consegnato al capo della Procura di Roma Pignatone una serie di atti in merito a distacchi sindacali del personale, gestione del dopolavoro e la fornitura di gomme per i bus. Da qui la necessità, per la Guardia di Finanza, di andare a fondo e indagare oltre.