Da sempre sulla bocca dei romani, che non ne parlano quasi mai per lodarne le gesta, Atac continua a sollevare polveroni per una ragione o per l’altra.

L’ultima vicenda di cui è protagonista l’azienda del trasporto pubblico della capitale ha però del surreale, e ci riporta quasi alla stagione della commedia all’italiana: la “guarigione” dei dipendenti dichiaratisi inidonei è infatti quasi un “miracolo”.

Ma andiamo con ordine. Dopo recenti visite speciali aziendali e del Cispi, i 160 dipendenti, su un totale di 11mila, che si erano dichiarati impossibilitai a lavorare sui mezzi o nelle officine, sono infatti tornati a essere idonei in una percentuale dell’80% rispetto a quel centinaio circa che si è sottoposto alle visite.

Si potrebbe configurare il reato di truffa, ai danni sia di Atac che di Inps, come avevano ipotizzato anche l’ex direttore generale Marco Rettighieri e l’ex capo del personale Francesca Rango, i quali hanno presentato un esposto alla Procura di Roma che dovrà indagare su queste “guarigione miracolose” degne di Lourdes.

Nel frattempo, mentre questo centinaio di lavoratori dell’Atac è rimasto dietro una scrivania grazie alla sua presunta inabilità al lavoro, i mezzi dell’azienda cadono a pezzi, e l’amministrazione di Roma ha dovuto stilare nuovi orari di percorrenza per dare ai cittadini delle stime più precise, per quanto desolanti.