L’amministratore delegato di Atac, Danilo Broggi, passa al contrattacco dopo le recenti critiche al suo operato da parte dell’assessore ai Trasporti di Roma Stefano Esposito, avvenute in coincidenza con i recenti incidenti e guasti della metropolitana capitolina che hanno causato molti disservizi alla cittadinanza.

In una conferenza stampa, “la prima e l’ultima”, il manager dimissionario ha snocciolato numeri e informazioni, il tutto per difendere l’immagine di Atac.

Innanzitutto ha voluto fare chiarezza sullo status economico dell’azienda, oramai fuori dalla crisi che l’aveva colpita: “Sono stato chiamato per portare fuori Atac dal fallimento e questa operazione è stata realizzata”, ha affermato Broggi, il quale avrebbe voluto dimettersi già a maggio quando i conti non risultavano più in rosso.

Prima del suo arrivo sarebbe mancato persino il denaro per comprare la benzina, con “il debito con i fornitori ammontava a 450 milioni di euro, cifra che corrisponde a due anni di pagamenti”, mentre per il 2016 si prevede il pareggio di bilancio con una perdita di 14 milioni a fronte dei 650 del triennio precedente al suo arrivo.

Dimezzato anche il debito con le banche, originariamente stimato intorno ai 350 milioni. Ma a scandalizzare Broggi è su tutto il credito che Atac ha nei confronti della Regione Lazio, ovvero 680 milioni non pagati, la maggior parte dei quali equivalgono a stipendi non pagati dal Comune, l’interlocutore privilegiato in questo caso. Si stima che si tratti di circa 70 milioni di euro l’anno non corrisposti da Roma ai suoi dipendenti.

Chiuso il capitolo relativo al bilancio si passa alle accuse riguardanti alle presunte spese folli su cui Anac aveva chiesto delucidazioni. Broggi si difende e parla di una lettura errata dei dati, ricordando che le gare per gli appalti sono state effettivamente eseguite, diversamente da quanto sostengono le accuse, sia in modo pubblico che on line.

L’ad di Atac ammette però che sul fronte evasione c’è ancora da lavorare, per quanto ci siano stati miglioramenti: “Nel 2015 il numero delle sanzioni è cresciuto del 38%” ed aumentata di circa il 30% anche la copertura dei costi della vendita di biglietti e abbonamenti.

Inevitabilmente arriva poi la polemica nei confronti della politica: “Sparare su Atac è diventato ormai fin troppo semplice”. Tra le le misure da prendere c’è senz’altro una maggiore collaborazione tra tutti gli attori in campo: “Per ora non c’è stato ma bisogna aprire un tavolo con Regione e Governo, prima in sede politica e poi industriale. Serve una conferenza dei servizi con tutti i soggetti coinvolti nella mobilità romana. È necessario trovare un’intesa strategica tra tutti, una visione comune da portare avanti.

Riguardo ai recenti problemi della metropolitana, Broggi afferma di aver denunciato più volte nel corso del suo mandato la necessità di maggiori investimenti, almeno pari a 150 milioni, per sanare una carenza degli stessi che dura da più di una decade. E si tratterebbe solo degli interventi ormai non più rinviabili, mentre per sanare l’azienda si parlerebbe di almeno mezzo miliardo.

Sull’ultimo incidente occorso, infine, Broggi fa una puntualizzazione: “Abbiamo segnalato ai diversi soggetti istituzionali le infiltrazioni copiose della stazione Cavour”, senza che poi sia stato fatto nulla, tanto da stare ipotizzando di agire per vie legali contro le società di servizio che non hanno compiuto il loro dovere.