La maggior parte degli appalti dell’Atac di Roma sarebbe stato affidato senza effettuare una gara d’appalto ma avvalendosi di procedure negoziate. Lo riporterebbe una relazione scritta dall’Autorità Anticorruzione, l’Anac, redatta su richiesta dell’assessore alla Mobilità, Stefano Esposito, che voleva accertarsi sulla regolarità della gestione degli appalta nella Capitale.

Gli appalti dell’Atac di Roma presi in considerazione sarebbero soltanto quelli che vanno dal 2011 al 2015 e adesso l’azienda dei trasporti capitolina avrà trenta giorni di tempo per presentare una relazione più che dettagliata sulla situazione. Secondo l’Anac, infatti, la maggior parte degli appalti non sarebbe stata assegnata con regolare gara ma attraverso una procedura negoziata, senza neppure pubblicare un bando. E le cifre in ballo sono davvero da capogiro perché si parla di appalti per almeno due miliardi di euro.

In attesa della relazione che dovrebbe arrivare entro trenta giorni, Atac ha già fatto sapere che di essere disponibile a collaborare affinché venga fatta chiarezza e che: “Contrariamente a quanto riportato dagli organi di stampa, oltre il 90 per cento del valore degli acquisti aziendali viene svolto tramite gare di appalto telematiche“.

Tuttavia Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Anticorruzione specifica in modo più che evidente che: “Le percentuali rilevate evidenziano un utilizzo eccessivo della procedura negoziata e quindi una criticità nell’applicazione del Codice dei contratti pubblici secondo il quale va adottata come regola la procedura aperta/ristretta e come eccezione, da motivare, la procedura negoziata“.