La Siria è stata scossa dagli ennesimi attacchi kamikaze che hanno provocato almeno 121 vittime a Tartus e nella vicina località di Jableh, che distanza di circa cinquanta chilometri. Gli attentati terroristici sono avvenuto nei pressi di una base navale russa, sulla costa mediterranea del Paese e le prime notizie sono state diffuse dall’emittente del Qatar Al Jazeera. Ad agire in tutto, nelle due città, sarebbero stati almeno sette kamikaze.

Gli attacchi kamikaze sarebbero già stati rivendicati dai terroristi jihadisti del Nuovo Stato islamico (l’Isis), che avrebbero confermato la notizia attraverso quella che viene considerata la loro agenzia stampa, l’Amaq News: ad essersi immolati a Tartus sarebbero stati tre attentatori. Il primo kamikaze si sarebbe fatto esplodere nei pressi di una fermata di autobus (ma qui si sarebbe potuto trattare anche di un’autobomba), il secondo avrebbe agito all’interno della stazione di autobus e il terzo si sarebbe fatto invece esplodere in una zona residenziale lì di fronte. Per quanto riguarda invece Jableh, qui gli attacchi terroristici avrebbero riguardato quartieri residenziali e l’ospedale della città.

A quanto pare, però, gli attacchi kamikaze a Tartus e Jableh non sarebbero gli unici ad aver nuovamente ferito la Siria. Il governo di Damasco avrebbe infatti reso noto che azioni simili sarebbero accadute anche in alcune zone di Aleppo, Daraa e Nubbul.

Dal Cremlino è stata espressa molta preoccupazione per quanto sta accadendo. La Russia è stata colpita molto da vicino in Siria e si è detta perplessa soprattutto per via della vicinanza dell’attacco al feudo di Assad, che mai prima d’ora era stato così sotto minaccia. Non bisogna dimenticare neppure che la Russia aveva annunciato nuovi raid contro i terroristi dell’Isis in Siria: questi sarebbero dovuti iniziare a partire dal prossimo 25 maggio.