Lentamente stanno emergendo nuovi dettagli sui terribili attacchi a Parigi di venerdì notte rivendicati dall’Isis, che hanno provocato la morte di 132 persone.

Tra le rivelazioni delle ultime ore ci sarebbe anche l’avvertimento dei servizi segreti iracheni ai Paesi facenti parte della coalizione riguardo a un potenziale attacco terroristico: lo scambio di informazioni sarebbe avvenuto un giorno prima della tragedia francese.

Il servizio di intelligence dell’Iraq avrebbe inviato un dispaccio che affermava che il Califfo dello Stato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi, aveva ordinato un attacco contro gli Stati della coalizione impegnati nei bombardamenti in Iraq e in Siria, nonché contro l’Iran e la Russia.

Una controffensiva in piena regola, con qualsiasi mezzo a disposizione, si leggerebbe nel documento: “attraverso attacchi bomba o assassinii o cattura di ostaggi nei prossimi giorni”.

L’avvertimento sarebbe stato preso con le molle da parte dei servizi segreti francesi in quanto, stando alle parole di un ufficiale, questo tipo di comunicazioni arrivano praticamente ogni giorno. Inoltre non sarebbero stati forniti dettagli specifici sugli attentati da porre in atto, rendendo difficile mettere a frutto l’ammonimento dell’Iraq.

In effetti si tratta di quello che aveva confermato in precedenza il Ministro degli Esteri iracheno Ibrahim al-Jaafari, il quale ha affermato solamente che la Francia era tra gli obiettivi indicati dall’Isis. Il suo portavoce ha però aggiunto che le informazioni sarebbero state ottenute mesi prima, lasciando così dubbi importanti sulla tempestività delle comunicazioni tra i due Paesi.

Tuttavia ci sarebbero altre informazioni rilevanti che potrebbero gettare nuova luce sugli attacchi a Parigi: a quanto pare la pianificazione delle diverse operazioni simultanee e coordinate sarebbe avvenuta proprio a Raqqa, in Siria, colpita in queste ultime ore dai bombardamenti francesi.

Qui i guerriglieri dello Stato Islamico sarebbero stati addestrati specificamente per questo compito, con l’intenzione di inviarli in Francia, dove avrebbero incontrato una cellula dormiente che li avrebbe aiutati nell’esecuzione del progetto, per un totale di 24 persone coinvolte (19 terroristi veri e propri e 5 strateghi – organizzatori cui era stata affidata la logistica).

Gli ufficiali francesi non hanno voluto commentare la notizia, e allo stesso modo si sono trincerati dietro un comprensibile silenzio i loro omologhi americani.