La guerra è stata rinviata ma la Siria, almeno a parola, la sfida a Barack Obama l’ha lanciata. Sventato l’attacco, infatti, il governo di Damasco parla di un mondo che ride alle spalle del presidente americano, mentre John Kerry paragona Assad a Hitler e Saddam Hussein. Il vice premier siriano, Qadri Jamil, non ha dubbi: “L’atteggiamento dell’amministrazione americana – riferisce - è ormai diventato oggetto di sarcasmo da parte di tutti”. Il presidente Assad ha spiegato: “Siamo in grado di far fronte a qualsiasi aggressione esterna. La minaccia americana non scoraggerà la Siria dal perseguire i suoi principi o la sua lotta contro quel terrorismo sostenuto da numerosi paesi occidentali, primi di tutti gli Stati Uniti di America”.

Obama ha chiesto un voto del Congresso sull’intervento militare in Siria, ma intanto arrivano le parole del segretario di Stato americano John Kerry, che non sembrano lasciare dubbi: “Bashar al Assad si unisce alla lista di Adolf Hitler e di Saddam Hussein – dice – il caso è lo stesso. Comunque il Congresso farà la cosa giusta”, ha concluso Kerry. L’Arabia Saudita continua a sostenere la necessità dell’intervento armato.