Aggiornamento: Dopo aver inizialmente affermato che non risultavano lanci di missili, Israele ha annunciato di aver effettuato un test missilistico congiunto con gli Stati Uniti, utilizzando vettori studiati per contrastare i missili in dotazione all’Iran.

Notizia: Due missili lanciati nel Mediterraneo orientale nella mattinata del 3 settembre: lo dice la Russia, ma ad altri non risulta. E’ un giallo. Chi li ha lanciati? Da dove? E dove sono finiti esattamente? Ma sono stati poi effettivamente lanciati? La notizia è stata diffusa dall’agenzia russa Ria, citando un comunicato del ministero della difesa. L’organo di stampa riferisce che una stazione di rilevamento nel sud della Russia, chiamata Armavir, ha registrato il lancio di “due oggetti balistici”, che sarebbero caduti in mare.

Mediterraneo orientale, in questi giorni, significa soprattutto Siria. Tuttavia è stata la stessa ambasciata russa a precisare che non risultano attacchi missilistici o esplosioni nell’area di Damasco. Israele, molto attenta a monitorare l’area, ha fatto sapere di non avere riscontri su questo lancio. Attualmente ci sono parecchie navi da guerra nell’area, russe da molto tempo e recentemente anche americane (foto by InfoPhoto).

La situazione attuale riguardo un allargamento del conflitto in Siria è sempre molto tesa. Gli Stati Uniti sostengono di avere prove certe sull’uso di armi chimiche da parte di Assad contro i ribelli. La Russia non crede a tali prove; sostiene anzi di averne in direzione contraria. Ritiene cioè che siano stati i ribelli ad usare i gas nell’attacco del 21 agosto, che ha fatto precipitare la situazione.

Il 2 settembre anche Papa Francesco ha lanciato su Twitter un appello disperato a non estendere il conflitto.