Barack Obama (foto by InfoPhoto) incassa il sì da parte dei Repubblicani per l’attacco in Siria, ma si trova l’opposizione dell’ONU. Il presidente degli Stati Uniti ottiene l’approvazione da parte del Congresso Usa (e incassa un appoggio da repubblicani e democratici): “Sarà un intervento limitato e proporzionato, che invierà un messaggio non solo al regime di Assad ma anche ad altri Paesi che in futuro volessero sfidare le norme internazionali, usando le armi chimiche”. L’appoggio che arriva da John Boehner, speaker repubblicano, è ancora più esplicito: “Solo gli Stati Uniti hanno la capacita di fermare Assad. E’ necessario reagire”. Il Capo del Dipartimento di Stato, John Kerry, ha ammonito: “Nel caso in cui il Congresso votasse contro l’azione militare, non so che farà Obama. Non me lo ha detto”.

A schierarsi di nuovo esplicitamente contro l’intervento è il segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, che frena: “Il raid rischierebbe di creare ulteriori problemi”. Oggi arriveranno altre dichiarazioni da parte di Barack Obama, direttamente da Stoccolma. C’è da controbattere la posizione della Russia, con Vladimir Putin nettamente contro l’azione militare. Obama, intanto, ha ribadito: “La Siria non è l’Iraq, non è l’Afghanistan. Sono convinto che dovremmo attaccare, ma credo che saremo più forti se agiamo assieme, uniti come nazione. Allo stesso tempo, abbiamo una strategia più ampia che ci permetterà di aumentare le capacità dell’opposizione”. Ma nuovamente arriva lo stop del segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon: “L’uso della forza è legale solo in caso di autodifesa o se autorizzato da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu”.