Quello di ieri sera è stato un attacco al cuore di Parigi, sugli Champs Elysèes, uno dei posti più amati al mondo dai turisti. Un attentato, poi rivendicato dall’Isis, che ha portato alla morte di Xavier Jugele, il poliziotto che ucciso dal killer autore della sparatoria che, poi, a sua volta è stato assassinato. A ricordarlo, in queste ore, è anche l’associazione di lesbiche, gay, bisessuali e trans della polizia e della gendarmeria francese di cui Xavier faceva parte.

Xavier era un uomo molto stimato e discreto, impegnato nell’associazione e nella difesa dei diritti civili.

Attacco Champs Elysèes, la storia di Xavier

Tra qualche settimana, il prossimo 4 maggio, Xavier avrebbe compiuto 38 anni e tra l’altro era in attesa di trasferimento: dalla polizia stradale aveva chiesto di passare alla giudiziaria. Il 12 novembre era stato persino al Bataclan in occasione del concerto di Sting che aveva riaperto quel bellissimo teatro, già segnato dall’attentato del 2015. “Sono felice di essere qui. Siamo qui come testimoni per difendere i nostri valori civili e questo concerto celebra la vita, dice no al terrorismo” aveva dichiarato Xavier ad una rivista.

Attacco Champs Elysèes, Xavier attendeva il trasferimento

E, invece, Xavier ha perso la vita sugli Champs Elysèes dopo essere stato colpito – all’improvviso – da un attentatore.