Sembrano restare pochi dubbi sul fatto che l’attacco avvenuto a Nizza la sera del 14 luglio scorso sia o meno opera dell’Isis. I terroristi islamici avrebbero rivendicato quanto accaduto sulla promenade des Anglais (dove un uomo, a bordo di un camion, ha investito e ucciso ottantaquattro persone) e anche il numero delle persone arrestate in Francia fa propendere per la soluzione che incute maggiori timori: l’attacco di Nizza è opera dell’Isis.

Per il momento sono state tratte in arresto sette persone ritenute vicine a Mohamed Lahoujaiej Bouhlel, il trentunenne a bordo del camion che ha compiuto materialmente la strage. Sin dai primi istanti della tragedia, però, alcuni testimoni avrebbero riferito di aver visto altre persone scendere dal camion. Insomma, Bouhlel potrebbe non essere stato solo quella tragica sera né avrebbe potuto organizzare tutto da sé.

Dei sette fermati inizialmente, sarebbe stata scarcerata soltanto la moglie del presunto terrorista (che è stato ucciso nel corso dell’attacco). Delle sette persone fermate fino a questo momento, due sono state arrestate solo nelle ultime ore: si tratterebbe di una donna e di un uomo, sospettati di far parte della cellula che avrebbe organizzato l’attacco avvenuto a Nizza.

Gli inquirenti sarebbero arrivati fino a loro grazie ad un cellulare che sarebbe stato rinvenuto sul camion con cui è stata compiuta la strage. Nonostante l‘Isis sembra aver rivendicato l’attentato, in Francia si è molto cauti nell’attribuire quanto avvenuto ai terroristi jhadisti e almeno per il momento non è certo il collegamento con il gruppo del Nuovo Stato Islamico. Insomma, mancano ancora prove concrete che possano dare indicazioni certe.