Il Nuovo Stato Islamico avrebbe già rivendicato la serie di sette attentati avvenuti la scorsa notte a Parigi e si prepara a sferrare ulteriori attacchi all’Occidente. In un presunto messaggio di rivendicazione, giunto dopo l’attacco a Parigi, si leggerebbe: “La Francia manda i suoi aerei in Siria, bombarda uccidendo i bambini, oggi beve dalla stessa coppa” ma molti altri messaggi sarebbero giunti successivamente, soprattutto attraverso Twitter.

Fra i tweet postati dopo la notizia dell’attacco a Parigi anche molti con l’hashtag #Parigibrucia scritto in arabo, poi bloccato dagli utenti. Fra i messaggi che si potevano leggere cercando l’hashtag vi sarebbero stati folli proclami del tipo: “Il sapore del sangue francese è buono” oppure “Ma il sapore del sangue americano è ancora più buono. Lo gusteremo presto“.

Oltre a tutto ciò, l’Isis avrebbe iniziato ad annunciare proclami sui prossimi obiettivi della sua follia estremista. Sono state minacciate le città di Roma, Londra e Washington ed è soprattutto la capitale italiana a temere maggiormente, se non altro perché nei primi giorni di dicembre Roma ospiterà un evento importantissimo per la cristianità, il Giubileo.

E oggi ci si ricorda che qualche mese fa l’Isis aveva in qualche modo preannunciato l’attacco a Parigi, sostenendo che sarebbe avvenuto qualcosa in Francia prima di passare a Roma. Insomma, la strategia del terrore messa in atto non smette di dare i propri frutti e l’attenzione è altissima, così come la tensione. Oltre Roma, Londra e Washington gli estremisti islamici avrebbero minacciato anche altri Paesi, come la Spagna e il Portogallo ma la situazione è preoccupante, in generale, in tutta Europa.

Quello che è stato definito come l’11 settembre di Parigi non è altro che il culmine di una serie di episodi iniziata con l’attacco a Charlie Hebdo lo scorso mese di gennaio e proseguito con almeno altri due attacchi che si sono susseguiti per tutto l’anno. E forse, a partire dalla giornata di ieri, il clima in Europa è davvero destinato a cambiare radicalmente.