Le nostre forze controllano tutti i piani“. E’ il tweet inviato nel pomeriggio del 23 settembre dal ministro dell’interno del Kenya, Joseph Ole Lenku, nel pieno dell’irruzione finale da parte delle forze dell’ordine nel centro commerciale Westgate di Nairobi, teatro dell’attacco terroristico compiuto il 21 settembre dal gruppo estremista islamico somalo Shabaab. Il bilancio delle vittime è stato corretto al ribasso. Ora Governo e Croce rossa concordano su 62 morti (invece di 69) e 175 feriti. Restano i 63 dispersi.

La maggior parte degli ostaggi è stata liberata, ma ancora non è possibile sapere con esattezza quante persone siano ancora nelle mani dei terroristi. Nella battaglia tra polizia e terroristi sono stati uccisi tre assalitori e feriti undici agenti. Momento scatenante dell’irruzione è una serie di esplosioni avvenute nella tarda mattinata del 23 settembre, che ha provocato un’intensa colonna di fumo nero. Alcune fonti hanno ritenuto che i terroristi si fossero suicidati in massa, ma poi è stato lo stesso ministro a precisare che si è trattato di una manovra diversiva dei terroristi.

La polizia ha anche sparato lacrimogeni per impedire “infiltrazioni dei terroristi tra la folla”. Il ministro ha aggiunto che prima dell’attentato alcuni di loro si siano anche travestiti da donna per mimetizzarsi. Sempre secondo il ministro dell’interno sono stati anche effettuati degli arresti all’aeroporto.

Intanto i rappresentanti di Shabaab hanno diffuso la lista dei componenti il commando che ha eseguito l’attentato. Si tratta di 17 persone, 12 dei quali vivrebbero in occidente. L’elenco non è stato confermato dal governo. Viene quindi smentita la partecipazione della “Vedova bianca”, la britannica Samantha Lewthwaite, sposata ad uno autori dell’attentato di Londra del 7 luglio 2007.