Arrivano le prime reazioni della politica italiana all’attacco Usa in Siria che si è svolto nella notte, ordinato dal presidente Donald Trump.

Il premier Paolo Gentiloni in sede di conferenza stampa a Palazzo Chigi, prima del Consiglio dei Ministri, ha dichiarato la propria vicinanza alle posizioni esibite dalla Casa Bianca: “L’azione ordinata stanotte da Trump è una risposta motivata a un crimine di guerra. L’uso di armi chimiche è vietato dalle convenzioni internazionali e da numerose risoluzioni dell’Onu. E non può essere circondato da indifferenza. Chi ne fa uso non può contare su attenuanti o mistificazioni”.

Ma il presidente del Consiglio non prevede uno scenario di guerra aperta, quanto un blitz che potrebbe riaprire la strada del dialogo e della diplomazia da parte di entrambe le parti che si fronteggiano nella guerra civile siriana: “Sono convinto che l’azione di questa notte degli Usa possa accelerare le chance di un negoziato politico. Era e resta la nostra posizione, il negoziato deve comprendere tanto le forze di opposizione quanto il regime, sotto l’egida delle Nazioni Unite, con il ruolo decisivo e costruttivo della Russia“.

Già la Farnesina in una nota aveva definito i bombardamenti “un’azione militare Usa proporzionata nei tempi e nei modi, quale risposta a un inaccettabile senso di impunità nonché quale segnale di deterrenza verso i rischi di ulteriori impieghi di armi chimiche da parte di Assad, oltre a quelli già accertati dall’Onu”.

Da parte sua il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha auspicato un dialogo costruttivo tra Russia e Stati Uniti: “È necessario che la Russia usi la propria influenza in favore di un reale cessate il fuoco, del pieno accesso umanitario e di un processo di progressiva costruzione della fiducia tra le parti siriane”.

A schierarsi contro la linea filo-americana è il Movimento 5 Stelle, come rileva Alessandro Di Battista su Twitter: “Le parole di Gentiloni sono sconvolgenti. Doveva richiamare alla pace ma un vassallo evidentemente non è libero di farlo”.

Anche Matteo Salvini si schiera contro l’attacco americano, di cui sottolinea i possibili pericoli: “Missili Usa sulla Siria pessima idea e regalo all’Isis. Trump in Siria fa la scelta più sbagliata e riapre una guerra contro il terrorismo islamico che era già stata vinta.Forse qualcuno a Washington vuole ripetere i disastri dell’Iraq, della Libia e delle primavere arabe con tutte le devastanti conseguenze per Italia e Europa?

Fabrizio Cicchitto presidente della commissione Esteri della Camera rileva come Trump abbia sconfessato la linea attendista di Obama: “Questa volta Assad è andato a sbattere contro l’imprevedibilità della politica di Trump che ha fatto quello che non fece Obama nel 2012 quando già ci fu un duro attacco con armi chimiche con moltissime morti. Questa azione militare Usa blocca la tendenza finora prevalente per cui Assad godendo di una vasta copertura internazionale poteva impunemente distruggere tutti gli avversari come avvenuto ad Aleppo. D’ora in avanti ci dovrà essere una trattativa reale che non dia però per scontato nulla neanche il possesso totale della Siria da parte di un nucleo di potere da sempre largamente minoritario”.

Infine arriva anche la reazione di Giorgia Meloni, che suggerisce di concentrarsi sulla lotta al terrorismo: “Lascia perplessi l’attacco missilistico Usa in Siria prima che sia stata fatta piena luce sull’uso di gas letali nella città di Idlib. In Siria, come in Iraq e nel resto del mondo, la priorità per difendere la sicurezza delle nazioni europee deve essere quella di schiacciare l’Isis e i terroristi islamici”.